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Cognatica sul ducato, due titoli in meno
La legge cognatica, da noi, non è un editto da confezione. Tre nomi, quattro misure, dodici stati. Tu scegli legge e possesso. I titoli che cadono sono già scritti.
Il 9 settembre abbiamo tenuto cognatica sul ducato. Due persi, sei restano. Non è la corona del gioco e non è un atto da notaio. È un conto 3 per 4.
Se prendi agnatizia sul regno, sei persi. Se prendi elettiva sulla baronia, due. La pagina non calcola in JavaScript: legge la riga già scritta in PHP.
Abbiamo messo la figura delle candele solo sulla linea, non sulla carta della legge. Una foto, un posto. Il ducato resta alla tabella, le candele restano alla linea.
Quando la memoria del browser è su si, la linea e lo schema restano. La legge no: ogni visita riparte da cognatica e contea. Così il titolo non finge una fedeltà che non abbiamo chiesto.
Due passi saltati, uno schema a terra
Lo schema segreto, da noi, non è una lettera da mercato. È una tabella: quali due passi salti e quale filo cade.
Il 18 luglio abbiamo saltato corte e tesoro. La tabella ha detto schema della torre. Non è un errore. Quei due passi tenevano la torre, non sé stessi.
Sigillo e ponte fanno crollare la torre in un altro modo. Cappella e torre fanno crollare la corte. Quindici coppie, tutte nominate, nessuna lasciata al caso della pagina.
Luca ha tenuto gli occhi sulla carta, non sul poster. Non disegniamo corone di case note. Non mettiamo il ritratto del personaggio. Contiamo passi.
Se salti un’altra coppia, usa lo strumento e scrivi quale schema è caduto. La voce entra in moderazione. Non è un forum di mercato.
Parere sotto zero dopo un dono d’oro
Il parere del vassallo, da noi, non è una stella da vetrina. È un tavolo con quattro nomi e tre doni, e un numero che può scendere sotto zero.
Gherardo parte da 4, Ottavia da 2, Silvano da 1, Bianca da 3. L’oro alza Gherardo e Bianca, e tira giù Ottavia e Silvano. Il 4 maggio abbiamo dato oro a Gherardo: il primo sotto zero è stato Silvano, a meno 4.
Marta ha voluto il dono di nozze su Bianca. Il conto ha dato meno 4 su Ottavia e meno 4 su Bianca, con Bianca più in basso. Non è un record. È il momento in cui il tavolo smette di sorridere.
Non vendiamo titoli e non inviamo salvataggi. Se il tuo vassallo resta sopra zero, è la tua misura, non un attacco al nostro foglio. Il foglio resta quello, versione 1.0.0.
Il parere sta in questa pagina perché il gioco lo fa sentire e noi vogliamo un numero, non un fumetto. Tu puoi ripetere i 12 stati. Sono tutti in tabella.
Tre candele accese sulla linea di Mantova
Ci alziamo quando il cortile è ancora in ombra. Non andiamo a prendere un file: usciamo con tre nomi in ordine. La linea degli eredi, da noi, è chi siede e chi esce in fazione.
Quel mattino del 12 marzo abbiamo scelto Adele, Costanza, Elisa. Lo strumento ha mandato Benedetto e Donato verso la Lega della Rocca. Il parere sul tavolo aveva tre tacche, non di più.
Luca ha scritto i numeri in Figtree, non nel titolo. Cardo tiene le parole. Se mescoli le cifre nel display, la linea sembra un logo. Non lo vogliamo.
Mantova a quell’ora non è un salvataggio da vetrina. È una città con i laghi e un vicolo che si chiama del Feudo. Basta per il nostro conto, e basta per dire che non parliamo a nome dello studio.
Se tu conti da un altro ordine, mandaci i tre nomi. Non pubblichiamo voti. Pubblichiamo resti: chi eredita e chi va in fazione quando ne prendi tre.